“Carità sanitaria”: miniappartamenti a disposizione per i familiari di chi ha contratto il virus

“Ho la moglie e la figlia positive al Covid e una casa troppo piccola. Come faccio?” Tutto è nato da questa domanda, tanto semplice quanto complessa, di un padre di famiglia. Perché il servizio – recita la recentissima Fratelli Tutti – “guarda sempre il volto del fratello e sente la sua prossimità fino a soffrirla” e “per tale ragione non serve idee, ma persone.” È nata così, da un volto, l’intuizione della Caritas diocesana: mettere a disposizione delle famiglie della diocesi di Foligno dei miniappartamenti da destinarsi ai familiari delle persone positive al Covid e impossibilitati, per ragioni economiche e di spazio, ad osservare il distanziamento in casa propria. Un’azione necessaria, figlia di un territorio che si appresta a vivere la sua quarta settimana di zona rossa, incalzato dal crescente numero di contagi e da una disoccupazione in ascesa. Un supporto, quello inaugurato, che vuole essere un ulteriore segno di speranza e che mira, nel concreto, a ridurre al minimo il rischio di contagio intrafamiliare. 

18 i posti letto totali – questi sono i numeri – spalmati in una serie appartamenti nel centro storico di Foligno e in un miniappartamento messo a disposizione da un B&B del territorio. “Abbiamo allestito anche un altro appartamento – precisa il direttore della Caritas Diocesana – che destiniamo all’accoglienza di persone singole positive al Covid e che sono già seguite nell’ambito dei nostri progetti. Si tratta di una nuova forma di Carità. È una “Carità sanitaria” e necessaria in questo momento.”  

Il servizio è rivolto a tutta la cittadinanza del territorio diocesano. 

Per ulteriori informazioni è necessario rivolgersi al numero 0742 357337.  

Servizio civile: prorogata al 17 febbraio la scadenza per la presentazione delle domande

È prorogata alle ore 14 del giorno 17 febbraio 2021 la data di scadenza per la presentazione delle candidature per il servizio civile: due giorni in più – riporta la nota del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri – giustificati dai numerosi e contemporanei accessi alla piattaforma online, strumento esclusivo per il perfezionamento delle candidature.

Ricordiamo che per presentare domanda per i progetti della Caritas diocesana di Foligno è necessario fare riferimento al seguente link: https://domandaonline.serviziocivile.it.

Durante le 48 ore di proroga non sarà più possibile, inoltre, annullare la propria domanda per ripresentarne una nuova.

Emergenza Covid: arrivano i corrieri della Carità

Si chiama “Corrieri della Carità” ed è il nuovo servizio della Caritas diocesana di Foligno: un progetto di animazione e formazione insieme che si aggiunge alle attività a domicilio già esistenti e che, a dispetto del nome, vuole porsi prima di tutto come segno di prossimità verso i più fragili, in dispregio dei colori dettati dall’emergenza. 

Il nuovo braccio di animazione e formazione – raccontano le responsabili – si articola in due emanazioni: l’aiuto compiti e un servizio di animazione, entrambi rigorosamente confezionati assieme ai beneficiari affinché l’intervento possa risolversi in un autentico spazio di crescita della persona. 

corrieri della Carità

“Le attività – si precisa ancora – sono messe a punto in collaborazione con il Centro di Ascolto, l’Area Immigrazione e l’Area Accoglienza&Anziani con l’idea di agire, a seconda delle necessità e dei bisogni espressi dalle singole famiglie, online o direttamente a domicilio. Nel caso degli anziani l’idea progettuale sarà il “farsi raccontare” e raccogliere il tesoro delle loro storie offrendo, allo stesso tempo, una compagnia. Attualmente stiamo partendo con una distribuzione porta a porta di libri, donati dalla cittadinanza, e di giochi per bambini: un piccolo segno che vuole essere prima di tutto una testimonianza di vicinanza verso chi ha più bisogno per dirgli che non è solo. Accanto a questo stiamo realizzando dei video di educazione civica, destinati sia agli stranieri che agli altri utenti del nostro Centro di Ascolto, per illustrare in maniera semplice quello che si può fare e quello che non si può fare rispetto all’emergenza Covid. Ma non è tutto: ci sono molte altre attività in agenda che si svilupperanno via via a seconda del variare dell’emergenza e che verranno lanciate attraverso i nostri canali.”

Per richiedere informazioni o attivare il servizio di aiuto compiti – in questa fase rigorosamente a distanza – è necessario chiamare rivolgendosi al numero 379 1999964

L’iscrizione è gratuita.

“La Caritas dà speranza”. La testimonianza di Miriam, volontaria di servizio civile nell’anno della pandemia

Si dice che in natura la probabilità di trovare un quadrifoglio sia piuttosto bassa, dal momento che se ne trova uno ogni 10.000 trifogli: un’anomalia genetica del trifoglio bianco che cresce, appunto, con una quarta foglia, appena più piccola delle altre tre.

Miriam ha 24 anni, folignate, un anno di servizio civile alle spalle e le idee ben chiare su cosa sia per lei la fortuna: un quadrifoglio. Un quadrifoglio, sì, perché la Caritas, dice lei, è proprio questo: quella fortuna che si può regalare a chi ha bisogno quando al mondo non rimangono che tre foglie.

“Quando mi hanno preso per il servizio civile non ci volevo credere. Io mi sono diplomata in grafica pubblicitaria; ho lavorato per due anni in una tipografia che poi ha chiuso e mi sono ritrovata all’improvviso senza lavoro. Mi avevano parlato di questa opportunità e la fortuna, prima di tutto è stata per me quando ho scoperto di essere stata selezionata”.

Miriam

Una fortuna fatta di tanti ingredienti, racconta Miriam, primi fra tutti i suoi compagni di viaggio, selezionati assieme a lei in questa esperienza di servizio a tutto tondo. “Siamo stati selezionati in sei, come prevedeva il bando, ma anche se eravamo in servizi diversi ci siamo legati tantissimo.”

Una fortuna, quella raccontata da Miriam, di cui il Covid non ha però minato le fondamenta ma che, anzi, ha contribuito paradossalmente a rafforzare. “La pandemia ha cambiato molto nel nostro servizio. È stata dura, soprattutto perché se sei fermo vivi tutto amplificato e per noi del servizio civile, all’inizio, è stato così perché siamo dovuti stare a casa. Poi ad aprile c’è stato il rientro e ci siamo ritrovati in prima linea. È stato un periodo difficile ma che mi ha fatto scoprire delle capacità che non sapevo di avere. Una fortuna anche questa. Io, per esempio, non pensavo di essere capace di poter gestire tutto quello che poi ho fatto. Alla Mensa, poi, siamo stati anche più fortunati rispetto ad altri servizi e abbiamo sentito meno l’isolamento, pur rispettando le norme. Di tutti mi porto nel cuore il “Grande Gigante Gentile”: un signore alto che ogni volta che finiva di mangiare si rendeva sempre disponibile per aiutare noi volontari a sistemare le sedie e era sempre gentilissimo. Era il primo che si alzava quando finiva di mangiare ed era bellissimo perché invece di pensare per sé si preoccupava di noi e di tutto il lavoro che c’era da fare. Una volta, prima di andare a casa, mi ha detto felice: “Oggi avete fatto un ristorante.” Sono cose belle quando te le dicono, ti scaldano il cuore. Tutti sappiamo cosa è Caritas e che c’è nella nostra città ma non sappiamo davvero cosa fa. Questa è stata una sorpresa quest’anno. Caritas è far sentire a una persona che ha una dignità ed è per questo che per me quest’anno di servizio è stata una bella esperienza. Se c’è una cosa che ho imparato qui è che la speranza è l’ultima a morire perché davvero ho potuto contribuire a donare “quel quadrifoglio”, quella speranza a chi veniva da noi. Perché la Caritas è questo: Qualcosa che dà speranza.”

Le domande di partecipazione per le selezioni per il servizio civile dovranno essere presentate online attraverso la piattaforma DOL raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it

È possibile presentare domanda per un’unica sede e per unico progetto entro e non oltre le ore 14:00 di lunedì 15 febbraio 2021.

Servizio Civile: la testimonianza di Diletta. “Tutti meritano un’opportunità”

Tutti meritano un’opportunità e il sogno della vita è un sogno da proteggere, proprio come nel film di Muccino, La ricerca della Felicità. Un film che, lungi dal raccontare solamente una storia d’oltreoceano, sconfina anche in un’altra vita: quella di Diletta, vent’anni, originaria di Foligno, che di questa pellicola ha fatto il suo credo e di cui l’anno di servizio civile presso la Caritas diocesana è stata l’espressione più vera.

“Ho lasciato la scuola quando avevo 16 anni e da lì ho fatto di tutto. Ho lavorato in fabbrica, ristoranti, bar, e fatto tantissime altre cose. Avevo deviato da quella che era la mia strada ma ad un certo punto non ne ero più contenta. Stavo iniziando a pensare di rimettermi sui libri e di riprendere gli studi ma ero incerta, quando un’amica mi ha parlato del Servizio civile. Lei lo aveva fatto l’anno prima, all’Emporio della Caritas di Foligno, e mi ha detto: “Questa è un’esperienza sia lavorativa che umana, vai.” E sono andata. Ma per me è stato anche di più. Questa opportunità mi ha dato la spinta giusta per fare quello che volevo fare davvero, come succede ne La Ricerca della Felicità: “vai e prenditi il tuo sogno”. Così ho ripreso gli studi.” 

servizio civile
Diletta

Una spinta che ha lanciato Diletta dritta dritta tra gli scaffali dell’Emporio, opera segno della Caritas diocesana che, superando la logica dell’assistenzialismo, si pone come vero strumento di sostegno per ri-mettere la persona al centro del proprio percorso di rinascita. “L’Emporio è un sistema che permette alle persone di scegliere dagli scaffali quello di cui hanno veramente bisogno, senza che altri scelgano per loro. È anche un modo per ridare alle persone l’azione del fare la spesa attraverso una carta con dei punti caricati dentro. Nella Caritas c’è un mondo da scoprire e che spesso da fuori non si conosce. Io non lo immaginavo così, da fuori. Attraverso l’Emporio, per esempio, c’è un vero sostegno all’autonomia e alla dignità della persona e per me è bellissimo.”

Un anno, il suo, – aggiunge ancora Diletta – tessuto anche di emozioni e di sfide, prima fra tutte quella dell’emergenza sanitaria che, come una Penelope in attesa, ha più volte scucito e ricucito le trame del servizio, ridisegnandone di continuo le attività. 

“Ho iniziato il servizio civile a metà gennaio 2020 e il lockdown è arrivato poco dopo. All’inizio la nostra presenza è stata sospesa. Abbiamo potuto riprendere ad aprile e interiormente è stato pesante perché ero piena di ansie e di paure. Logicamente qui in Caritas sei più esposto rispetto allo stare chiuso in casa e mi facevo tante domande, pur prendendo tutte le precauzioni necessarie. Poi è stata una bella scossa anche perché, quando noi volontari del servizio civile abbiamo ripreso, è davvero cambiato tutto e ci siamo ritrovati in prima linea. I tanti volontari di prima, a causa del Covid, non venivano più e mi sono trovata a fare e imparare cose nuove, dall’aiutare a fare le tessere per l’Emporio, alle fatture, cose che non avrei mai pensato di saper fare.”

Una sfida, racconta Diletta, che si è rivelata infatti una benedizione e che non le ha lesinato sorprese, prima fra tutte la scoperta di tante potenzialità interiori e di nuovi legami. “In questo anno mi sono sentita cresciuta e sono diventata molto più sicura di me stessa. Poi il rapporto con gli altri volontari è stato bellissimo, siamo diventati molto uniti. Ho capito ancora di più che la ricerca della felicità sta nelle piccole cose e anche nelle brutte e che c’è qualcosa di positivo anche in quelle, se sai tirarlo fuori. E poi c’è la cosa più importante che mi ha insegnato la Caritas: tutti meritano un’opportunità e “la ricerca della felicità” sta in questo: aiutare a trovare l’indipendenza e farlo con tutti perché è una possibilità che tutti meritano. Basta partire da sé stessi. E il servizio civile mi ha dato il coraggio di poterlo fare.”

È possibile presentare domanda per accedere alle selezioni del servizio civile 2021-2022 entro e non oltre le ore 14:00 di lunedì 15 febbraio 2021.

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma DOL raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it. Per il perfezionamento della domanda, come puntualmente indicato nella pagina, è necessario essere in possesso dello SPID.

Online il nuovo bando del Servizio Civile: 6 i posti disponibili presso la Caritas diocesana di Foligno

È online il nuovo bando del Servizio Civile che prevede la possibilità, anche per quest’anno, di svolgere 12 mesi di servizio presso le opere segno della Caritas diocesana di Foligno. 6 posti per 3 progetti per almeno 25 ore settimanali di impegno a scelta tra Centro di Ascolto (1 posto), Taverna di San Giacomo (3 posti, di cui 1 riservato ai giovani con bassa scolarizzazione) e Emporio della Solidarietà (2 posti, di cui 1 riservato ai giovani con bassa scolarizzazione).

Punti qualificanti dell’esperienza la possibilità di vivere il servizio in una dimensione comunitaria e di gruppo nutrendosi del rapporto con gli ultimi nonché la possibilità di ricevere formazione continua guadagnando strumenti e competenze validi anche per il futuro.

Requisiti essenziali per presentare domanda sono aver compiuto il diciottesimo anno di età; non aver superato il ventottesimo anno di età alla data di presentazione della domanda; avere cittadinanza italiana (oppure di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea o di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia); non aver riportato condanne secondo i termini specificati dal bando.

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma DOL raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it. Per il perfezionamento della domanda, come puntualmente indicato nella pagina, è necessario essere in possesso dello SPID.

È possibile presentare domanda per un’unica sede e per unico progetto – pena l’esclusione – entro e non oltre le ore 14:00 di lunedì 15 febbraio 2021.

Babbo Natale a domicilio: con le festività al via il nuovo servizio porta a porta

Babbo Natale a domicilio

È un abbraccio, quello che la Caritas diocesana di Foligno ha voluto regalare quest’anno in occasione dell’arrivo del Natale: un saluto virtuale, nel rispetto delle distanze, ma una presenza tangibile verso le famiglie più fragili che la Caritas sta accompagnando nel riprendere in mano le redini della propria vita. Fattorini d’eccezione un pool di Babbo Natale che nella mattinata del 22 dicembre ha preso in carico le donazioni della Polisportiva C4 di Foligno che verranno distribuite porta a porta nel territorio diocesano durante le festività.

“In ogni pacco – hanno commentato i rappresentanti della Polisportiva – i nostri ragazzi hanno voluto scrivere un messaggio di speranza. Leggere le loro frasi ci ha commossi ed è per questo che abbiamo pensato di raccoglierle in un libro. Abbiamo visto i nostri giovani compiere grandi gesti di solidarietà in questi giorni, nel preparare queste buste. “Compagno”, del resto, significa “dividere il proprio pane” e loro si sono fatti davvero compagni verso chi non conoscevano. La nostra è una piccolissima realtà, ma fondata sull’aiuto dell’altro e per questo ci auguriamo possa crescere ancora.”

“Vi lasciamo quattro candele – questo il ringraziamento simbolico alla Polisportiva – come segno di Speranza perché, quando la Pace, la Fede e l’Amore si spengono a causa dei venti della vita, la Speranza, anche se è solo una, può riaccenderle tutte.”

Un sodalizio, quello tra la Polisportiva e la Caritas diocesana di Foligno, non nuovo ma che dura da anni con l’inserimento nella C4 di giovani accolti dalla Caritas perché “alla Carità i ragazzi vanno allenati da bambini.” 

Le consegne porta a porta non finiranno con il Natale – ha ricordato il direttore della Caritas diocesana Mauro Masciotti – ma sono solo l’avvio di un nuovo servizio a domicilio grazie anche al furgone attrezzato acquistato con i fondi 8×1000 e ad una solidarietà che non si arrende di fronte alle sfide del momento. Con l’emergenza Covid stiamo ricevendo sempre più richieste di declinare le nostre attività in una forma domiciliare. Per questo il Natale è solo una scusa per modularci e portare un abbraccio che non si ferma al 6 gennaio”.

“Il Natale non dipende né dall’albero né dal Presepe – ha scritto un bambino in uno dei biglietti che i Babbo Natale stanno consegnando in queste ore – ma dal cuore di chi lo festeggia”.

Un presepe senza persone, ma che racconta le persone: il presepe della Caritas diocesana inno alla cura e alla speranza

presepe 2020

C’è un presepe diverso quest’anno che calca il chiostro di San Giacomo, sede della Casa della Carità, ed è un inno alla speranza e alla cura, un simbolo dei tempi di distanziamento in cui transitiamo, ma anche della possibilità di aderire a nuove opportunità.

Un presepe in rottura con la tradizione del presepe vivente che oramai da quattro anni la Caritas di Foligno offre alla sua diocesi: un presepe figlio del suo tempo, senza persone, ma che racconta le persone attraverso delle seggiole ineditamente rivestite di cappotti e soprabiti. Sono seggiole-persone distanziate, seggiole-persone, alcune, addirittura senza seggiola, simbolo di chi non ha più casa, degli emarginati e di quanti in questo tempo si sono sentiti dispersi. 

È in mezzo, però, al grigiore di questi cappotti che compare una seggiola diversa, rivestita di bianco, che accoglie tutte le altre come una capanna da contemplare: un tributo al personale medico e paramedico a cui tanto dobbiamo in questo 2020, ed effige, allo stesso tempo, del Bambino che nasce.

Un richiamo, quello di questo allestimento, anche all’anno di San Giuseppe – recentemente indetto da Papa Francesco – con le foto di Elvio Maccheroni che fanno da scenografia e da collante e che ritraggono il presepe vivente del 2018 costruito, quell’anno, proprio attorno al personaggio del santo. Un invito, questo, a non rinunciare a quei sogni e a quella speranza di cui tutta la figura di San Giuseppe è intrisa.

“Il camice bianco che copre una delle seggiole ha una manica che tende verso l’alto – spiega Loretta Bonamente, responsabile degli eventi della Caritas diocesana e curatrice da quattro anni della regia del Presepe vivente – Questa manica è un richiamo alla locandina che utilizziamo da sempre per il presepe, e che rappresenta appunto il Bambino con una mano tesa.” L’idea, però, non è di presentare Dio come un medico, precisa. “Nella Bibbia Dio non appare mai come un medico: è qualcuno che prima di tutto entra in relazione. Il termine “guarisce” viene usato pochissime volte nel Vangelo e solo alla fine. In riferimento a Gesù si parla piuttosto di “cura” perché è il malato che deve decidere di guarire. Gesù non va e guarisce, ma entra in relazione: ci cura se siamo noi, prima, a deciderlo.”

Un messaggio importante, questo, che la Caritas diocesana ha voluto sottolineare: un inno alla capacità di resilienza che si nasconde dentro ogni persona, alla possibilità di scegliere e di sperare e che anche nelle difficoltà più estreme non manca mai di palesarsi a chi soffre. Un’opportunità che nel presepe viene espressa con lo scheletro di due porte da cui si può – appunto – scegliere di entrare e di uscire.

“Al momento il presepe non è transitabile e le porte possono essere varcate solo con lo sguardo – si precisa – Negli orari di apertura della Caritas è comunque possibile contemplare il presepe dall’ingresso. Il nostro augurio è che possa essere percorribile nei prossimi giorni e di aggiungere, in mezzo alle tante seggiole, delle sedie vuote affinché i passanti possano sedersi ed esserne parte. Perché questo è il presepe di tutti. È il presepe di chi ha vissuto questo periodo. È il presepe di chi ha sofferto”.

Una sofferenza che, a guardare bene, è quasi trasfigurata da un piccolo angolo del presepe stesso: due cappotti che si abbracciano timidamente, segno che insieme è possibile varcare la porta della Fede e camminare nella stessa direzione.

Emergenza Covid: inaugurato un nuovo Emporio della Solidarietà

emporio della solidarietà

È stata inaugurata ieri mattina la nuova opera-segno della Caritas diocesana: un segno, appunto, in un’epoca di sfide in cui il Covid 19 ha fatto lievitare i numeri delle famiglie fragili. È l’Emporio della Solidarietà – il secondo nel territorio diocesano dopo quello di piazza San Giacomo – e sorge nei pressi del cimitero di Foligno in un luogo altrettanto simbolico, emblema di dolore ma anche di rinascita. 

“Negli anni 90 questi spazi ospitavano la Mensa della Caritas – ha commentato il Direttore della Caritas diocesana in un’inaugurazione ristretta, nel pieno rispetto delle normative e alla presenza dei soli volontari – poi negli anni sono stati allestiti a magazzino per le donazioni di vestiario. Oggi l’augurio è di renderli vivi per tutte le famiglie della zona.”

“Un’opera necessaria” hanno commentato gli operatori, pensata per evitare assembramento nell’Emporio – funzionante dal 2013 – di piazza San Giacomo; uno spazio voluto per garantire una maggiore fruibilità del servizio ma anche per abbracciare geograficamente le famiglie più distanti dal centro.

Il nuovo Emporio, ha precisato il direttore, funzionerà sulla falsariga di quello già esistente, dove individui e nuclei famigliari, previo colloquio con il Centro di Ascolto, sono messi nelle condizioni di scegliere liberamente i prodotti dagli scaffali e di acquistarli attraverso una card rilasciata dalla Caritas stessa. 

L’Emporio sarà operativo dal pomeriggio del 21 dicembre fino a quello del 23, nelle giornate del 28 e del 29 dicembre, il 30 dicembre pomeriggio e il 31 mattina mentre a partire dal mese di gennaio 2021 sarà garantita l’apertura mattutina in tutti i giorni feriali con l’aggiunta di due pomeriggi al mese.

L’allestimento dell’Emporio e dei suoi prodotti – ha precisato ancora il Direttore – è stato reso possibile, tra gli altri, grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare mentre dai prossimi mesi saranno disponibili per gli utenti dell’Emporio anche i prodotti ortofrutticoli della Fattoria, gestita in collaborazione con L’Arca del Mediterraneo.

“Il senso ultimo e profondo dell’Avvento sta proprio qui – diceva don Tonino Bello – Dio ti dà anche quello che non hai: il coraggio di sognare.”