“Sentitevi ogni giorno scelti per Amore”: il Papa incontra la Caritas di Foligno a Roma in occasione del 50° di Caritas Italiana

“Ci vorrebbe un miracolo”. E’ la scritta che campeggia tra i muri di Trastevere, dove ci troviamo a passeggiare dopo aver partecipato alla veglia di preghiera nella Basilica di San Paolo insieme alle delegazioni diocesane da tutta Italia, in attesa dell’incontro con il Santo Padre. E’ festa: è il giubileo della Caritas, l’anniversario dei cinquant’anni dalla sua fondazione, il 2 luglio 1971, per volere di Paolo VI: una gioia che ricorre in uno degli anni più dolorosi nella storia della Caritas stessa, quello della pandemia, dove anche la Caritas di Foligno si è ritrovata a dover lavorare oltre le proprie forze. “Ci vorrebbe un miracolo” recita quella scritta persa tra i muri dei vicoli romani e il miracolo, il giorno dopo, arriva. Arriva con la possibilità – preannunciata alla nostra Caritas di Foligno nei giorni precedenti – di poter testimoniare a nome di tutte le Caritas dell’Umbria nell’aula Palo VI e di poter raccontare quella “cultura del bussare”, quella “Carità del campanello” che tanto caretterizza le nostre piccole Caritas umbre e che, come Gesù nel Vangelo, è capace di raggiungere la persona lì dov’è, nel suo spazio di dolore. Il miracolo arriva con la possibilità di narrare le fatiche perché sono proprio quelle a renderci più umani e più fratelli: la fatica di farsi piccoli, di saper fare spazio all’altro e alla sua storia di dolore, di saper togliere le pietre interiori che ci impediscono di ascoltare perché “il tanto fare – ha raccontato un nostro operatore in un’aula Paolo VI in silenziosa attesa – nasconde un rischio: quello di farci dimenticare che i poveri, prima di tutto, hanno bisogno di essere ascoltati.” Il miracolo arriva con un discorso, quello del Papa in quella stessa sala, che sa andare dritto all’Essenziale e che ci ricorda che in mezzo alla preoccupazione per i numeri dei poveri che crescono ci si può immunizzare con forza, condividendo la gioia di essere una grande famiglia. Ed è la gioia di poter stare insieme, dopo un anno e mezzo di incontro negato, che nell’aria è più palpabile insieme a quel discorso che ci ricorda di ri-partire sempre dagli occhi del povero, perché “sono i poveri a mettere il dito nella piaga delle nostre contraddizioni e che inquietano la nostra coscienza in modo salutare, invitandoci al cambiamento” perché quando il nostro cuore, guardando il povero, non si inquieta, “vuol dire che qualcosa non funziona”.

Il miracolo arriva nel ricordarci che «L’amore del Cristo ci possiede» (2 Cor 5,14) e che il banco di prova di tutto è la Tenerezza che in Lui siamo chiamati a portare a chiunque.

“Cari amici, ricordatevi, per favore, di queste tre vie e percorretele con gioia: partire dagli ultimi, custodire lo stile del Vangelo, sviluppare la creatività. Vi saluto con una frase dell’Apostolo Paolo: «L’amore del Cristo ci possiede». Vi auguro di lasciarvi possedere da questa carità: sentitevi ogni giorno scelti per amore, sperimentate la carezza misericordiosa del Signore che si posa su di voi e portatela agli altri. Io vi accompagno con la preghiera e vi benedico; e vi chiedo per favore di pregare per me. Grazie!”

Continuate a coltivare sogni di fraternità e ad essere segni di speranza“: il discorso integrale del Santo Padre ai membri di Caritas Italiana in occasione del 50° della fondazione

Continuate a coltivare sogni di fraternità e ad essere segni di speranza: il discorso integrale del Santo Padre ai membri di Caritas Italiana in occasione del 50° della fondazione

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti, tutti!

Ringrazio il Cardinale Bassetti e il Presidente della Caritas Italiana, Monsignor Redaelli, per le parole che mi hanno rivolto a nome di tutti. Grazie. Siete venuti dall’Italia intera, in rappresentanza delle 218 Caritas diocesane e di Caritas Italiana, e io sono contento di condividere con voi questo Giubileo, il vostro cinquantesimo anno di vita! Siete parte viva della Chiesa, siete «la nostra Caritas», come amava dire San Paolo VI, il Papa che l’ha voluta e impostata. Egli incoraggiò la Conferenza Episcopale Italiana a dotarsi di un organismo pastorale per promuovere la testimonianza della carità nello spirito del Concilio Vaticano II, perché la comunità cristiana fosse soggetto di carità. Confermo il vostro compito: nell’attuale cambiamento d’epoca le sfide e le difficoltà sono tante, sono sempre di più i volti dei poveri e le situazioni complesse sul territorio. Ma – diceva San Paolo VI – «le nostre Caritas si prodigano oltre le forze» (Angelus, 18 gennaio 1976). E questo è vero!

La ricorrenza dei 50 anni è una tappa di cui ringraziare il Signore per il cammino fatto e per rinnovare, con il suo aiuto, lo slancio e gli impegni. A questo proposito vorrei indicarvi tre vie, tre strade su cui proseguire il percorso.

La prima è la via degli ultimi. È da loro che si parte, dai più fragili e indifesi. Da loro. Se non si parte da loro, non si capisce nulla. E mi permetto una confidenza. L’altro giorno ho sentito, su questo, parole vissute dall’esperienza, dalla bocca di don Franco, qui presente. Lui non vuole che si dica “eminenza”, “cardinale Montenegro”: don Franco. E lui mi ha spiegato questo, la via degli ultimi, perché lui ha vissuto tutta la vita questo. In lui, ringrazio tanti uomini e donne che fanno la carità perché l’hanno vissuta così, hanno capito la via degli ultimi. La carità è la misericordia che va in cerca dei più deboli, che si spinge fino alle frontiere più difficili per liberare le persone dalle schiavitù che le opprimono e renderle protagoniste della propria vita. Molte scelte significative, in questi cinque decenni, hanno aiutato le Caritas e le Chiese locali a praticare questa misericordia: dall’obiezione di coscienza al sostegno al volontariato; dall’impegno nella cooperazione con il Sud del pianeta agli interventi in occasione di emergenze in Italia e nel mondo; dall’approccio globale al complesso fenomeno delle migrazioni, con proposte innovative come i corridoi umanitari, all’attivazione di strumenti capaci di avvicinare la realtà, come i Centri di ascolto, gli Osservatori delle povertà e delle risorse. È bello allargare i sentieri della carità, sempre tenendo fisso lo sguardo sugli ultimi di ogni tempo. Allargare sì lo sguardo, ma partendo dagli occhi del povero che ho davanti. Lì si impara. Se noi non siamo capaci di guardare negli occhi i poveri, di guardarli negli occhi, di toccarli con un abbraccio, con la mano, non faremo nulla. È con i loro occhi che occorre guardare la realtà, perché guardando gli occhi dei poveri guardiamo la realtà in un modo differente da quello che viene nella nostra mentalità. La storia non si guarda dalla prospettiva dei vincenti, che la fanno apparire bella e perfetta, ma dalla prospettiva dei poveri, perché è la prospettiva di Gesù. Sono i poveri che mettono il dito nella piaga delle nostre contraddizioni e inquietano la nostra coscienza in modo salutare, invitandoci al cambiamento. E quando il nostro cuore, la nostra coscienza, guardando il povero, i poveri, non si inquieta, fermatevi…, dovremmo fermarci: qualcosa non funziona.

Una seconda via irrinunciabile: la via del Vangelo. Mi riferisco allo stile da avere, che è uno solo, quello appunto del Vangelo. È lo stile dell’amore umile, concreto ma non appariscente, che si propone ma non si impone. È lo stile dell’amore gratuito, che non cerca ricompense. È lo stile della disponibilità e del servizio, a imitazione di Gesù che si è fatto nostro servo. È lo stile descritto da San Paolo, quando dice che la carità «tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta» (1 Cor 13,7). Mi colpisce la parola tutto. Tutto. È detta a noi, a cui piace fare delle distinzioni. Tutto. La carità è inclusiva, non si occupa solo dell’aspetto materiale e nemmeno solo di quello spirituale. La salvezza di Gesù abbraccia l’uomo intero. Abbiamo bisogno di una carità dedicata allo sviluppo integrale della persona: una carità spirituale, materiale, intellettuale. È lo stile integrale che avete sperimentato in grandi calamità, anche attraverso i gemellaggi, bella esperienza di alleanza a tutto campo nella carità tra le Chiese in Italia, in Europa e nel mondo. Ma questo – lo sapete bene – non deve sorgere solo in occasione delle calamità: abbiamo bisogno che le Caritas e le comunità cristiane siano sempre in ricerca per servire tutto l’uomo, perché “l’uomo è la via della Chiesa”, secondo l’espressione sintetica di San Giovanni Paolo II (cfr Lett. enc. Redemptor hominis, 14).

La via del Vangelo ci indica che Gesù è presente in ogni povero. Ci fa bene ricordarlo per liberarci dalla tentazione, sempre ricorrente, dell’autoreferenzialità ecclesiastica ed essere una Chiesa della tenerezza e della vicinanza, dove i poveri sono beati, dove la missione è al centro, dove la gioia nasce dal servizio. Ricordiamo che lo stile di Dio è lo stile della prossimità, della compassione e della tenerezza. Questo è lo stile di Dio. Ci sono due mappe evangeliche che aiutano a non smarrirci nel cammino: le Beatitudini (Mt 5,3-12) e Matteo 25 (vv. 31-46). Nelle Beatitudini la condizione dei poveri si riveste di speranza e la loro consolazione diventa realtà, mentre le parole del Giudizio finale – il protocollo sul quale saremo giudicati – ci fanno trovare Gesù presente nei poveri di ogni tempo. E dalle forti espressioni di giudizio del Signore ricaviamo anche l’invito alla parresia della denuncia. Essa non è mai polemica contro qualcuno, ma profezia per tutti: è proclamare la dignità umana quando è calpestata, è far udire il grido soffocato dei poveri, è dare voce a chi non ne ha.

E la terza via è la via della creatività. La ricca esperienza di  questi cinquant’anni non è un bagaglio di cose da ripetere; è la base su cui costruire per declinare in modo costante quella che San Giovanni Paolo II ha chiamato fantasia della carità (cfr Lett. ap. Novo millennio ineunte, 50). Non lasciatevi scoraggiare di fronte ai numeri crescenti di nuovi poveri e di nuove povertà. Ce ne sono tante e crescono! Continuate a coltivare sogni di fraternità e ad essere segni di speranza. Contro il virus del pessimismo, immunizzatevi condividendo la gioia di essere una grande famiglia. In questa atmosfera fraterna lo Spirito Santo, che è creatore e creativo, e anche poeta, suggerirà idee nuove, adatte ai tempi che viviamo.

E ora – dopo questa predica di Quaresima! – vorrei dirvi grazie, grazie: grazie a voi, agli operatori, ai sacerdoti e ai volontari! Grazie anche perché in occasione della pandemia la rete Caritas ha intensificato la sua presenza e ha alleviato la solitudine, la sofferenza e i bisogni di molti. Sono decine di migliaia di volontari, tra cui tanti giovani, inclusi quelli impegnati nel servizio civile, che hanno offerto in questo tempo ascolto e risposte concrete a chi è nel disagio. Proprio ai giovani vorrei che si prestasse attenzione. Sono le vittime più fragili di questa epoca di cambiamento, ma anche i potenziali artefici di un cambiamento d’epoca. Sono loro i protagonisti dell’avvenire. Non sono l’avvenire, sono il presente, ma protagonisti dell’avvenire. Non è mai sprecato il tempo che si dedica ad essi, per tessere insieme, con amicizia, entusiasmo, pazienza, relazioni che superino le culture dell’indifferenza e dell’apparenza. Non bastano i “like” per vivere: c’è bisogno di fraternità, c’è bisogno di gioia vera. La Caritas può essere una palestra di vita per far scoprire a tanti giovani il senso del dono, per far loro assaporare il gusto buono di ritrovare sé stessi dedicando il proprio tempo agli altri. Così facendo la Caritas stessa rimarrà giovane e creativa, manterrà uno sguardo semplice e diretto, che si rivolge senza paura verso l’Alto e verso l’altro, come fanno i bambini. Non dimenticare il modello dei bambini: verso l’Alto e verso l’altro.

Cari amici, ricordatevi, per favore, di queste tre vie e percorretele con gioia: partire dagli ultimi, custodire lo stile del Vangelo, sviluppare la creatività. Vi saluto con una frase dell’Apostolo Paolo, che festeggeremo tra pochi giorni: «L’amore del Cristo ci possiede» (2 Cor 5,14). L’amore del Cristo ci possiede. Vi auguro di lasciarvi possedere da questa carità: sentitevi ogni giorno scelti per amore, sperimentate la carezza misericordiosa del Signore che si posa su di voi e portatela agli altri. Io vi accompagno con la preghiera e vi benedico; e vi chiedo per favore di pregare per me. Grazie!

La Chiesa nel post pandemia: convocata per il 25 e 26 giugno l’assemblea diocesana sul tema Oratorio e Famiglia

E’ stata convocata per il 25 e il 26 giugno l’assemblea diocesana sul tema Oratorio e Famiglia, in sintonia con l’anno dell’Amoris Laetitia e con il cammino sinodale della Chiesa italiana. Due gli appuntamenti: il 25 alle ore 21:00 – attraverso assemblee zonali – e il 26 alle 9:30 presso la chiesa di San Paolo. Per iscriversi è necessario rivolgersi alla propria parrocchia o contattare la curia a info@diocesidifoligno.it o allo 0742 350473.

L’Emporio della Solidarietà, opera-segno di speranza. “Accompagniamo le famiglie verso la loro autonomia”

emporio della solidarietà

Riproponiamo di seguito l’intervista alla Responsabile dei Servizi della Caritas diocesana di Foligno, Carmen Comisi, effettuata nel corso della seconda puntata di Per Carità! il nostro spazio radio condiviso con L’Arca del Mediterraneo e ospitato da Radio Gente Umbra

Cos’è l’Emporio della Solidarietà?

 L’Emporio è un piccolo supermercato della solidarietà situato all’interno della Caritas diocesana di Foligno in piazza San Giacomo ed è un segno concreto, una testimonianza concreta, un’alternativa al pacco viveri che si dà normalmente alle famiglie.

Come è nato e qual è la sua storia?

L’Emporio della Solidarietà nasce dall’esperienza di Caritas Roma, che è stata la prima. Dopodiché, circa dieci anni fa, gli Empori hanno iniziato a diffondersi in tutta Italia. Noi, con il sostegno della Cassa di Risparmo di Foligno, abbiamo aperto a dicembre del 2013 attraverso un bando pubblico a cui le famiglie potevano accedere.

E adesso come funziona, è cambiato qualcosa?

Sì. Dopo aver iniziato un percorso con le istituzioni – in primis con i servizi sociali del Comune di Foligno – il nostro cammino oggi continua con l’accompagnamento alle famiglie attraverso le parrocchie.

Cosa intendi quando parli di “accompagnamento alle famiglie”?

L’accompagnamento è un cercare di sostenere le famiglie in un momento di difficoltà aiutandole però a diventare autonome – e non dando assistenzialismo – entro un periodo stabilito e accompagnandole in un percorso di autonomia.

Cosa si può trovare nell’Emporio e come si accede?

All’interno dell’Emporio della Solidarietà si possono trovare generi alimentari e prodotti per l’igiene personale. Possono accedere sia famiglie che singoli individui che si trovano in un momento di difficoltà per la mancanza del lavoro o anche a causa della pandemia per cui sono aumentate notevolmente le richieste. Si può accedere attraverso le parrocchie: si può fare domanda con una documentazione, questa domanda viene presentata al Centro di Ascolto della Caritas diocesana e, se valutata positivamente, viene rilasciata alla famiglia una tessera contenente dei punti in base alla composizione del nucleo che vanno da un minimo di 60 a un massimo di 140 per un periodo che va da 1 a 3 mesi rinnovabile per un periodo di altri tre mesi durante l’anno, se c’è la necessità.

Quindi l’Emporio è un supermercato dove non si compra in euro ma con una moneta virtuale e anche i prezzi vengono espressi in punti.

Esatto. Ogni famiglia o persona viene invitata a venire una volta a settimana attraverso un appuntamento per consumare i propri punti. In questo modo c’è la possibilità di incontrare le persone, di poterci parlare, di capire se la loro situazione migliora o se ci sono dei problemi e poter, così, accompagnarli in questo percorso di autonomia. 

Chi lavora all’interno dell’Emporio e chi e come pensa a rifornirlo?

Nell’Emporio sono presenti due operatori più i ragazzi del servizio civile che operano quotidianamente dal lunedì al sabato. I prodotti per la maggior parte vengono acquistati oppure riceviamo donazioni. Oltre a questo c’è un progetto di recupero delle eccedenze dove abbiamo visto una grande risposta da parte dei panifici e dei supermercati di Foligno. Ogni mattina i nostri operatori fanno il giro per recuperare pane, pizza e dolci del giorno prima che vengono poi distribuiti immediatamente alle famiglie dell’Emporio.

E per il futuro?

Speriamo di poter regalare ancora tanta Speranza alle famiglie. 

Zona bianca: ecco cosa cambia nei servizi Caritas

Se il bianco, nella liturgia, è il colore cristologico per eccellenza che simboleggia attraverso i paramenti del sacerdote la Gioia derivante dalla Fede, è senz’altro festa e presenza di Dio poter ri-accogliere in presenza e con dignità le persone che si rivolgono tutti i giorni alla Caritas diocesana grazie al passaggio in zona bianca dell’Umbria e allo scioglimento di alcune misure già dai giorni precedenti.

COSA CAMBIA

Dal 31 maggio è di nuovo possibile accedere in presenza al Centro di Ascolto, alla Taverna di San Giacomo, al Servizio Vestiario e all’Emporio della Solidarietà secondo le modalità che seguono:

CENTRO DI ASCOLTO: su appuntamento chiamando il centralino il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12.30.  

EMPORIO DELLA SOLIDARIETA’: su appuntamento chiamando il centralino 

SERVIZIO VESTIARIO: è possibile effettuare donazioni di vestiario in buono stato dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 presso la portineria della Caritas diocesana.

Il Centro di Ascolto ai tempi del covid: ascolto plurale e centrato sulla persona. La responsabile: “Lo scorso anno oltre 1200 interventi”

centro d'ascolto

Riproponiano di seguito l’intervista a Patrizia Ciarma, Responsabile del Centro di Ascolto e del Servizio di orientamento socio-sanitario della Caritas Diocesana di Foligno andata in onda nella terza puntata di “Per Carità!” – il nostro spazio radio ospitato da Radio Gente Umbra 

Cos’è il Centro di Ascolto?

Il Centro di Ascolto è il cuore di tutte le attività e le iniziative della Caritas. Nel Centro di Ascolto convergono le richieste di tutte le persone bisognose che sono anche diverse come tipologie e che quindi ci costringono ad un impegno costante di rinnovamento per interventi che siano mirati e di supporto reale.

In questo servizio l’ascolto è naturalmente centrale. Che cosa si intende esattamente per “ascolto”?

L’ascolto è la conseguenza dell’incontro con il prossimo. Attraverso l’incontro si possono aprire i canali dell’ascolto. Mettersi in ascolto: è questo il senso. Ascoltare, così, in maniera passiva può non avere frutto. Ascoltare nel profondo, invece, e leggere il cuore e i bisogni di chi si rivolge a noi: questo è l’ascolto che aiuta e che ci aiuta poi a strutturare delle risposte capaci di sostenere chi si trova in difficoltà.

Chi può essere ascoltato al Centro di Ascolto?

Al Centro di Ascolto si può rivolgere chiunque si trovi in stato di necessità, di difficoltà lavorativa o familiare. Specie in questi mesi le richieste sono state tantissime perché la pandemia, come tutti sappiamo, ha messo a dura prova famiglie e individui che, soprattutto, hanno perso il lavoro. Per cui noi ascoltiamo tutti.

Hai detto che l’ascolto si traduce in un percorso cucito sulla persona. Puoi spiegare meglio?

L’ascolto è la conoscenza dell’altro. Da qui, poi, tentiamo di strutturare insieme alle persone che si rivolgono a noi gli interventi più giusti rispetto ai loro bisogni. Ne esistono tanti di bisogni, compreso quello sanitario che in questo momento è di grande attualità.

Puoi aggiungere qualcosa di più in merito?

Possono rivolgersi al Centro di Ascolto persone che, ad esempio, si trovano in difficoltà di fronte ad un problema di salute. Noi tentiamo, attraverso l’aiuto di medici volontari, di orientare le persone per cui o li indirizziamo nel territorio oppure, quando ci sono i margini, li orientiamo verso il nostro poliambulatorio che purtroppo è stato penalizzato dalla pandemia ma che in questo momento sta ripartendo.

Quindi esistono diversi tipi di ascolto…

Sì, l’ascolto è molto variagato. Ad esempio abbiamo anche la possibilità di fornire assistenza legale con la presenza di avvocati che si fanno carico di situazioni spinose che gli individui non riescono a risolvere da soli e possiamo fornire un supporto psicologico attraverso psicologi-psicoterapeuti presenti nella nostra equipe.

Si tratta dunque di un ascolto che è anche professionale.

Sì. L’ascolto viene effettuato da persone qualificate, quindi: assistenti sociali, psicologi, avvocati… il tutto, supportato da un senso di prossimità e amore per l’altro. Questo ci permette di dare le risposte giuste, qualificate e mirate ai bisogni della persona.

Un’ultima domanda. Puoi dirci Che tipo di affluenza c’è al Centro di ascolto della Caritas diocesana di Foligno?

Fermo restando che c’è una pandemia in corso e quindi i colloqui in presenza sono stati ridotti, citerei due dati per dare un’idea della mole di lavoro che c’è dietro. Lo scorso anno abbiamo fatto circa 1200 interventi su un range di famiglie e singoli per la maggior parte italiani: tutte famiglie che hanno perso il lavoro, addirittura professionisti con partita iva, ma per la maggior parte si tratta di famiglie italiane.

Giro d’Italia: disponibili fino al 18 maggio le borracce solidali che rispettano l’ambiente

Saranno disponibili fino al 18 maggio e sono le borracce personalizzate del Giro d’Italia 2021 dedicate alla decima tappa, quella folignate, che approderà al “centro del mondo” lunedì 17 maggio. Le borracce, interamente plastic free e rispettose dell’ambiente, vogliono infatti aiutare a mantenere lo sguardo fisso sui più fragili e, allo stesso tempo, sulla salvaguardia del Creato. 

Grazie all’amministrazione comunale di Foligno fino al 18 maggio presso lo I.A.T. – Ufficio di Informazioni e Accoglienza Turistica di Foligno, zona Porta Romana, sarà possibile ritirare le borracce solidali dietro libera offerta. 

Le donazioni verranno unicamente ritirate dagli operatori della Caritas diocesana tutti i giorni dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 e saranno destinate interamente a individui e famiglie del territorio in stato di necessità.

Emergenza Covid: la Quintana in campo per sostenere l’Emporio della Solidarietà

Partirà sabato 8 maggio l’iniziativa promossa dal popolo della Quintana con il patrocinio dell’Ente Giostra in favore dell’Emporio della Solidarietà: una raccolta lunga un mese e cadenzata ogni sabato mattina per sostenere lo strumento principe che la Caritas diocesana propone in ambito alimentare a quanti faticano ad arrivare a fine mese.

Tutti i sabati di maggio, quintanari e non potranno recarsi presso la sede della Casa della Carità in piazza San Giacomo 1  dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e destinare all’Emporio i seguenti beni di prima necessità:

Olio evo

Olio di semi

Zucchero

Passata di pomodoro

Latte

Caffè

Biscotti per la prima colazione

Merendine

Tonno

Pannolini 4/9 kg

Pannolini 7/18 kg

Omogenizzati di frutta

Marmellata

Aceto bianco

Sale fino

Sale grosso

Bagno schiuma

Scottex

Carta igienica

La raccolta avverrà nel pieno rispetto della sicurezza sanitaria e delle normative vigenti sul distanziamento sociale.

È possibile donare all’Emporio tutto l’anno.

“Per Carità”: su RGU il nuovo spazio radio all’insegna della Carità

Taglio del nastro il 20 aprile per “Per Carità!” il nuovo spazio radio della Caritas diocesana di Foligno ospitato sulle frequenze di Radio Gente Umbra. Uno spazio necessario, pensato per raccontare la Carità con leggerezza, ma anche per sorridere insieme, ascoltare e restare aggiornati sulle iniziative della Caritas diocesana e de L’Arca del Mediterraneo.

Un appuntamento fatto di musica, ospiti e parole a cadenza quindicinale con l’obiettivo primo di prendere per mano gli ascoltatori per abbracciare la Carità – intesa come attenzione verso l’altro – come scelta quotidiana. “Non vi sembra – ha detto Papa Francesco – che abbiamo tutti bisogno di un supplemento di carità? Non quella che si accontenta dell’aiuto estemporaneo che non coinvolge, ma quella carità che si fa carico del disagio e della sofferenza del fratello”. 

È possibile ascoltare Radio Gente Umbra sulle frequenze 88.60 e 93.00 oppure dal cellulare tramite APP o in streaming direttamente dal sito.

La prima puntata di “Per Carità!” andrà in onda martedì 20 aprile ore 14:00 e, in replica, mercoledì 21 aprile ore 19:00 e la settimana successiva negli stessi giorni e orari. La seconda puntata andrà in onda martedì 04 maggio alle ore 14:00.